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CEI 11-27 PES PAV PEI: guida per lavoratori e datori di lavoro

Redazione Manutentya 10 ottobre 2026 10 min di lettura
CEI 11-27 PES PAV PEI: guida per lavoratori e datori di lavoro

PES significa persona esperta, PAV persona avvertita, PEI persona idonea ai lavori sotto tensione: la CEI 11-27:2025 stabilisce i requisiti formativi e gli obblighi che il datore di lavoro deve documentare per attribuire ciascuna qualifica. La qualifica non deriva dal solo attestato di corso: va assegnata per iscritto, dopo formazione teorica, addestramento pratico verificato e nomina tracciabile. Il primo passo pratico è controllare che ogni addetto abbia formazione conforme, prove pratiche superate e nomina firmata e archiviata.


In breve:

  • PES e PAV richiedono i livelli 1A e 1B, mentre PEI richiede 2A e 2B; il livello 1A prevede almeno 10 ore teoriche.
  • I moduli critici richiedono lezioni in presenza o videoconferenza sincrona, mai asincrona, oltre al superamento di prove teoriche e pratiche.
  • L’aggiornamento minimo è di 4 ore ogni 5 anni; cambi di impianto, mansione o tecnologia richiedono formazione aggiuntiva, indipendentemente dalla scadenza periodica.
  • Il piano di lavoro deve indicare rischi, sequenza delle fasi, verifica dell’assenza di tensione e DPI, assegnando ogni attività a personale qualificato.

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Indice

Campo di applicazione della CEI 11-27 e riferimenti normativi in Italia

La norma si applica agli impianti elettrici fissi e mobili in bassa tensione, fino a 1000 V in corrente alternata e 1500 V in corrente continua, e riguarda chi lavora, dirige o sorveglia attività su questi impianti. Non sostituisce il quadro legale ma lo integra: il D.Lgs. 81/2008 resta il riferimento per gli obblighi generali di sicurezza sul lavoro, mentre la CEI 11-27 traduce quegli obblighi in requisiti tecnici e formativi specifici per il rischio elettrico.

La sesta edizione è entrata in vigore il 1° novembre 2025 e riallinea la disciplina alla CEI EN 50110-1:2024, rafforzando i requisiti su formazione, ruoli organizzativi e tracciabilità documentale.

  • Si applica a impianti fissi e mobili in bassa tensione, entro i limiti indicati.
  • Integra il D.Lgs. 81/2008 senza sostituirlo.
  • È entrata in vigore il 1° novembre 2025, allineata alla CEI EN 50110-1:2024.

Cosa significano PES, PAV e PEI: capacità richieste e limiti operativi

Le tre qualifiche descrivono livelli diversi di competenza e autonomia davanti al rischio elettrico, non semplici etichette da corso.

  1. PES, persona esperta: possiede formazione tecnica ed esperienza sufficienti a valutare autonomamente i rischi elettrici e a decidere come intervenire, anche su lavori sotto tensione entro i limiti della categoria assegnata.
  2. PAV, persona avvertita: è istruita a sufficienza per essere consapevole dei rischi ma opera sotto la supervisione o le istruzioni di una PES, tipicamente in lavori fuori tensione o in prossimità.
  3. PEI, persona idonea ai lavori sotto tensione: ha una formazione specifica aggiuntiva per intervenire su parti attive, con competenze su procedure di categoria 0 o I e sull’uso corretto dei dispositivi di protezione dedicati.

Esiste anche la figura PEC, persona comune, priva di competenze elettriche specifiche: può accedere a zone con rischio elettrico solo se accompagnata e istruita caso per caso. La differenza operativa tra le qualifiche riguarda soprattutto l’autonomia decisionale: una PAV esegue, una PES valuta e decide, una PEI aggiunge la componente di sicurezza specifica per il lavoro sotto tensione.

Requisiti formativi: livelli 1A/1B e 2A/2B, durata minima e verifiche

La formazione per PES e PAV si struttura nei livelli 1A e 1B, mentre PEI richiede i livelli 2A e 2B, con contenuti teorici e pratici differenziati per complessità dell’impianto e tipo di intervento previsto, secondo quanto descritto dai percorsi EnAIP.

  • Il livello 1A copre le basi normative, i rischi elettrici e le misure di prevenzione generali.
  • Il livello 1B approfondisce procedure operative specifiche per l’impianto su cui si lavora.
  • I livelli 2A/2B per PEI aggiungono contenuti su lavori sotto tensione, categorie di rischio e dispositivi di protezione dedicati.

La parte teorica del livello 1A è indicata non inferiore a 10 ore, secondo i percorsi formativi EnAIP: è il riferimento minimo da verificare quando si valuta un corso per i propri addetti.

Al termine del percorso sono richieste prove di verifica sia teoriche, con test sulle conoscenze normative e tecniche, sia pratiche, con esercitazioni su casi reali o simulati. Senza il superamento di entrambe le prove la formazione non può essere considerata completa, e la qualifica non andrebbe attribuita: l’attestato di partecipazione al corso non equivale, da solo, a una competenza verificata.

Tecnico durante un test pratico su pannello didattico

Modalità di erogazione e addestramento pratico: cosa è ammesso e cosa no

La CEI 11-27:2025 vieta la formazione tecnica in modalità e‑learning asincrona per i contenuti critici e richiede sessioni in presenza oppure videoconferenza sincrona, dove formatore e partecipanti interagiscono in tempo reale, secondo quanto riportato da SafetyPartner. La scelta riflette la necessità di verificare comprensione e capacità pratiche durante il percorso, non solo al termine.

  • Sono ammesse lezioni in presenza o videoconferenza sincrona con interazione diretta.
  • È vietato l’e‑learning asincrono per i moduli tecnici critici.
  • L’addestramento pratico prevede simulazioni, affiancamento a personale esperto e prove in campo su impianti reali o banchi didattici.

I corsi accreditati, come quelli descritti da ENGIM, includono tipicamente verifiche di assenza di tensione, messa a terra e cortocircuito, uso corretto dei DPI e prove su quadri elettrici: esercitazioni che vanno documentate con data, durata e esito.

Un consiglio: conserva sempre il registro firme e gli esiti delle prove pratiche insieme all’attestato: in caso di ispezione, è la combinazione dei due documenti a dimostrare la conformità, non l’attestato da solo.

Attribuzione della qualifica: nomina scritta, ruolo del datore di lavoro e tracciabilità

La qualifica PES, PAV o PEI viene attribuita dal datore di lavoro per iscritto e deve basarsi su formazione, esperienza concreta e caratteristiche personali dell’addetto, come sottolinea MegaitaliaMedia: l’attestato del corso non è sufficiente di per sé.

  1. Definire la nomina scritta: indicare tipologie di lavoro autorizzate, limiti operativi e impianti di riferimento.
  2. Allegare il piano formativo personalizzato: corso seguito, livello raggiunto, data ed ente erogatore.
  3. Registrare le valutazioni e gli esiti delle prove pratiche: data, modalità, risultato.
  4. Collegare la sorveglianza sanitaria, quando prevista per la mansione specifica.

Cambiare azienda o reparto richiede una rivalutazione della qualifica, perché competenza e nomina sono legate al contesto impiantistico specifico, non alla sola persona. Un registro digitale per addetto, con curriculum formativo, nomine e riesami, semplifica sensibilmente la preparazione di un’ispezione.

Piano di lavoro (PdL) e procedure operative: elementi essenziali da includere

Il piano di lavoro è il documento che descrive come un intervento elettrico specifico verrà condotto in sicurezza, chi lo esegue e con quali qualifiche. Non è un modulo generico: va redatto per l’intervento o per la tipologia di intervento ricorrente, collegando le mansioni previste alle qualifiche effettivamente possedute dagli addetti coinvolti.

  • Identificazione dei rischi specifici dell’impianto e dell’attività.
  • Sequenza operativa delle fasi di lavoro, dall’isolamento alla rimessa in servizio.
  • Verifica dell’assenza di tensione prima dell’inizio dei lavori fuori tensione.
  • DPI richiesti per ogni fase, coerenti con la categoria di rischio.

Un esempio operativo tipico: isolamento dell’impianto, verifica dell’assenza di tensione con strumento idoneo, messa a terra e in cortocircuito, delimitazione della zona di lavoro, esecuzione dell’intervento, verifica finale e rimessa in servizio. Ogni fase va assegnata a una qualifica compatibile, come descritto nella checklist DPI per la manutenzione sicura.

Aggiornamento e riesame dell’idoneità: periodicità e buone pratiche

L’aggiornamento minimo previsto è di 4 ore ogni 5 anni, secondo i percorsi EnAIP: è la soglia da verificare per ogni addetto qualificato, indipendentemente dal livello raggiunto.

  • Cambi significativi di impianto, mansione o tecnologia richiedono formazione extra, oltre all’aggiornamento periodico.
  • Per i PEI, in contesti operativi variabili, un riesame annuale della documentazione è una buona pratica, anche se non obbligatoria.
  • Vanno registrati data dell’aggiornamento, contenuti trattati ed esito delle eventuali prove pratiche associate.

Mantenere queste registrazioni aggiornate evita che una qualifica formalmente valida sul piano documentale risulti, nei fatti, superata dal contesto operativo reale.

Ruoli organizzativi (GI, RI, GL, RLE) e responsabilità operative

La nuova edizione chiarisce i ruoli che intervengono nella pianificazione e nell’esecuzione dei lavori elettrici, utili da formalizzare nell’organigramma di sicurezza aziendale.

  • GI (gestore dell’impianto): responsabile della gestione complessiva dell’impianto elettrico.
  • RI (responsabile dell’impianto): cura la gestione tecnica quotidiana, spesso su delega del GI.
  • GL (gestore dei lavori): pianifica e coordina l’intervento specifico.
  • RLE (responsabile dei lavori elettrici): autorizza e sorveglia l’esecuzione, verificando che le qualifiche degli addetti coinvolti siano coerenti con il PdL.

Assegnare questi ruoli per iscritto, con nomi e responsabilità precise, riduce ambiguità quando più persone intervengono sullo stesso impianto in momenti diversi, come raccomandato anche da realtà locali come Tecna, CNA Parma.

Formazione e manutenzione: perché la tracciabilità fa la differenza

Un reparto manutenzione con decine di interventi settimanali accumula in fretta nomine, attestati e piani di lavoro sparsi tra cartelle diverse. Quando un ispettore chiede di dimostrare che chi ha eseguito un intervento sotto tensione fosse davvero una PEI con formazione aggiornata, la velocità con cui si recupera quel documento conta quanto il documento stesso. La tracciabilità digitale di corsi, nomine e verifiche pratiche riduce i tempi di fermo macchina legati a controlli e sospensioni cautelative, oltre a facilitare ogni audit interno o esterno.

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Gestione digitale di formazione e documentazione con Manutentya

Collegare qualifiche, DPI e piani di lavoro agli interventi reali è più semplice con un sistema digitale unico anziché con fogli sparsi. Una piattaforma può fornire schede con QR code per i macchinari, storico interventi e documentazione associata, incluse le informazioni su DPI richiesti per ogni attività.

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  • Anagrafica macchinari con QR code per apertura ticket in pochi secondi.
  • Modulo dedicato alla gestione DPI collegato agli interventi e ai piani di manutenzione.
  • Storico completo di interventi, costi e tempi per ogni asset, utile in fase di ispezione.

Il piano Canone base parte da 69 € al mese, con costi aggiuntivi per macchinario a partire da 10 € al mese per i primi dieci asset. Chi vuole provare il sistema può attivare i 7 giorni di prova gratuita senza costi di attivazione.

Domande frequenti

Cos’è una PES secondo la normativa elettrica?

PES significa persona esperta: possiede formazione tecnica ed esperienza sufficienti a valutare autonomamente i rischi elettrici e a decidere come intervenire in sicurezza. La qualifica viene attribuita per iscritto dal datore di lavoro, non deriva dal solo attestato di un corso.

La formazione PES e PAV è obbligatoria per chi lavora su impianti elettrici?

Sì, chi opera su impianti elettrici con rischio di contatto o arco elettrico deve possedere una qualifica PES o PAV documentata, attribuita dopo formazione specifica e verifica delle competenze. Senza questa qualifica formale, l’addetto non può essere autorizzato a eseguire quei lavori.

Che cos’è un piano di lavoro (PdL)?

Il piano di lavoro è il documento che descrive come un intervento elettrico specifico verrà condotto in sicurezza, indicando rischi, sequenza operativa, verifica dell’assenza di tensione e DPI richiesti. Va collegato alle qualifiche effettive degli addetti coinvolti in quell’intervento.

Qual è la differenza tra PES e PEI?

La PES valuta autonomamente i rischi elettrici e decide come intervenire entro i limiti della propria qualifica, mentre la PEI ha una formazione aggiuntiva specifica per lavorare su parti sotto tensione, con procedure dedicate per le categorie di rischio 0 o I. Una persona può essere PES e PEI insieme, se ha completato entrambi i percorsi formativi.

Ogni quanto va rinnovata la qualifica PES, PAV o PEI?

Cambi di impianto, mansione o tecnologia possono richiedere formazione aggiuntiva.

Fonti

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