Il lockout tagout (LOTO) è la procedura che mette una macchina in stato di energia zero prima di un intervento di manutenzione. In pratica: separi tutte le fonti di energia, le blocchi con un lucchetto personale, le segnali con un cartellino e verifichi che la macchina non possa ripartire. Solo a quel punto il tecnico mette le mani dentro. In questa guida trovi cosa chiede la normativa italiana, quali energie isolare, la procedura in 8 passi, i casi particolari (squadre, cambi turno, ditte esterne) e come tenere traccia di tutto senza moduli cartacei sparsi.
In breve
- LOTO significa isolare, bloccare, segnalare e verificare: il lucchetto (lockout) impedisce fisicamente il riavvio, il cartellino (tagout) dice chi sta lavorando e perché, la prova (tryout) conferma l’energia zero.
- In Italia la sigla non compare nella legge, ma l’obbligo sì: il D.Lgs. 81/2008 impone di prevenire l’avviamento intempestivo durante la manutenzione, e l’INAIL indica il LOTO come misura di riferimento.
- L’energia non è solo elettrica: pneumatica, idraulica, meccanica, termica, chimica e gravitazionale vanno isolate e scaricate una per una.
- Ogni tecnico ha il suo lucchetto: nessuno rimuove il blocco di un altro, nemmeno a fine turno.
- Una procedura per ogni macchina, non un documento generico: due presse identiche in reparti diversi possono avere punti di sezionamento diversi.
Indice
- Cos’è il lockout tagout e come funziona
- La procedura LOTO è obbligatoria in Italia?
- Le energie da isolare prima dell’intervento
- La procedura lockout tagout in 8 passi
- La rimessa in servizio
- Casi particolari: squadre, turni, ditte esterne
- Gli errori che vediamo più spesso
- Il nostro punto di vista: il LOTO funziona quando è dentro il ticket
- Come organizzarlo con Manutentya
- Domande frequenti
- Fonti
Cos’è il lockout tagout e come funziona
Il termine nasce in ambito anglosassone. L’agenzia federale statunitense per la sicurezza sul lavoro definisce il lockout/tagout come l’insieme di pratiche e procedure per proteggere i lavoratori dall’avviamento inatteso di macchine e attrezzature o dal rilascio di energia accumulata durante la manutenzione. La stessa pubblicazione stima che il rispetto della norma eviti negli Stati Uniti circa 120 morti e 50.000 infortuni ogni anno.
Le tre componenti lavorano insieme:
- Lock (blocco): un lucchetto applicato al dispositivo di sezionamento (interruttore, valvola, saracinesca) lo tiene in posizione di sicurezza. Senza la chiave, che resta in tasca al tecnico, il sezionatore non si richiude.
- Tag (cartellino): un’etichetta resistente con nome del tecnico, data, motivo dell’intervento e divieto di manovra. Il cartellino da solo avverte ma non impedisce: per questo va usato insieme al lucchetto, oppure da solo solo quando il blocco fisico non è applicabile e con misure aggiuntive.
- Try (prova): dopo il blocco si tenta l’avviamento dai comandi normali e si misura l’assenza di tensione o pressione. È il passaggio che trasforma “credo che sia spenta” in “so che è spenta”.
Come riassume la voce di Wikipedia sul lockout/tagout, le fonti di energia pericolose vanno isolate e rese inoperative prima di iniziare il lavoro, e solo allora si blocca e si etichetta.
La procedura LOTO è obbligatoria in Italia?
Nessun articolo della legge italiana usa la parola “lockout”. L’obbligo però esiste ed è sostanziale. Il D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81, il Testo unico sulla sicurezza, chiede al datore di lavoro di mantenere le attrezzature in idonea manutenzione e di adottare sistemi di lavoro sicuri, compresa la prevenzione di avviamenti imprevisti durante gli interventi.
L’INAIL, nel documento La manutenzione per la sicurezza sul lavoro e la sicurezza nella manutenzione, cita esplicitamente la procedura LOTO come misura che garantisce che macchine e impianti siano de-energizzati in modo appropriato e non possano essere rimessi in funzione in condizioni di pericolo.
Sul piano tecnico, il riferimento è la norma UNI EN ISO 14118:2018 sulla prevenzione dell’avviamento inatteso. Tra le misure che descrive ci sono il sezionamento elettrico con i dispositivi previsti dalla EN 60204-1 e lo scarico delle energie pneumatica e idraulica.
In sintesi: se un tuo tecnico si infortuna per un riavvio imprevisto e l’azienda non ha una procedura di isolamento documentata, formata e applicata, è difficile sostenere di aver adottato le misure richieste. Per i casi dubbi (impianti con energie residue complesse, interventi in tensione inevitabili) il riferimento è il tuo RSPP, che valuta la procedura dentro il DVR.
Il riferimento statunitense
Negli Stati Uniti il LOTO è regolato in modo puntuale dallo standard OSHA 29 CFR 1910.147, che copre manutenzione e assistenza di macchine in cui un avvio inatteso o il rilascio di energia accumulata può ferire i lavoratori. Molte multinazionali lo applicano anche negli stabilimenti italiani. Lo standard prevede, tra l’altro, che ogni procedura sia ispezionata separatamente almeno una volta l’anno: un’ottima pratica anche dove la legge non la impone.
Le energie da isolare prima dell’intervento
L’errore più comune è pensare solo al quadro elettrico. Una macchina spenta può ancora muoversi, scottare o spruzzare fluido in pressione. I programmi LOTO più strutturati, come quello del manuale di sicurezza dello SLAC, elencano infatti energie elettriche, termiche, meccaniche, idrauliche e altre ancora.
| Energia | Esempi in reparto | Come si isola | Come si verifica |
|---|---|---|---|
| Elettrica | Motori, resistenze, quadri, condensatori | Sezionatore lucchettabile, scarico condensatori | Prova di avvio, misura di assenza tensione |
| Pneumatica | Cilindri, pinze, valvole | Valvola di intercettazione lucchettabile, scarico | Manometro a zero, nessun movimento |
| Idraulica | Presse, accumulatori, centraline | Intercettazione, scarico accumulatori | Manometro a zero |
| Meccanica | Volani, molle, nastri in tensione | Fermo meccanico, rilascio molle | Controllo visivo, assenza di moto |
| Gravitazionale | Stampi sollevati, carichi sospesi, slitte | Puntelli, perni di sicurezza, abbassamento | Carico a riposo su appoggio |
| Termica | Forni, stampi caldi, linee vapore | Chiusura alimentazione gas o vapore, raffreddamento | Misura di temperatura |
| Chimica | Tubazioni di processo, serbatoi | Chiusura e cieco su linea, svuotamento, lavaggio | Controllo di linea vuota |
Ogni riga della tabella corrisponde a un punto di isolamento da riportare nella procedura della singola macchina, con posizione, codice e foto.
La procedura lockout tagout in 8 passi
La sequenza qui sotto segue lo schema dello standard OSHA 1910.147 ed è compatibile con l’impostazione della UNI EN ISO 14118. Adattala alla tua macchina: il dettaglio dei punti di isolamento va scritto macchina per macchina.
- Prepara l’intervento. Il tecnico autorizzato legge la procedura specifica della macchina, identifica tipo e quantità di energia, i punti di isolamento e i rischi. Controlla di avere lucchetti, cartellini e i DPI necessari.
- Avvisa le persone interessate. Operatori di linea, capoturno e chiunque lavori nell’area devono sapere che la macchina sta per essere fermata e perché.
- Arresta la macchina con la sequenza normale. Usa i comandi di arresto previsti, non l’emergenza come prassi. Un arresto ordinato evita stati intermedi pericolosi.
- Isola tutte le fonti di energia. Apri i sezionatori, chiudi le valvole, intercetta le linee. Il pulsante di stop o il selettore del pannello operatore non sono dispositivi di isolamento.
- Applica lucchetto e cartellino. Ogni tecnico mette il proprio lucchetto personale su ogni punto di isolamento e compila il cartellino con nome, data e motivo.
- Scarica l’energia residua. Sfiata i circuiti pneumatici, scarica gli accumulatori idraulici, abbassa o puntella i carichi sospesi, scarica i condensatori, lascia raffreddare le superfici calde.
- Verifica l’energia zero. Allontana il personale, tenta l’avvio dai comandi normali, misura tensione e pressione. Riporta poi i comandi in posizione di arresto.
- Esegui l’intervento. Se il lavoro si allunga o qualcuno si allontana, i lucchetti restano dove sono.
Prima del passo 1 conviene una verifica strutturata dell’area e dello stato della macchina: la nostra guida ai controlli pre intervento nella manutenzione industriale spiega come organizzarla.
La rimessa in servizio
Il riavvio è delicato quanto l’arresto. Lo standard OSHA richiede tre controlli prima di togliere i blocchi:
- Area di lavoro: attrezzi e materiali rimossi, ripari e protezioni rimontati e funzionanti.
- Persone: tutti a distanza di sicurezza, nessuno dentro la macchina.
- Comunicazione: gli operatori interessati sanno che la macchina sta per ripartire.
Solo dopo, ogni tecnico toglie il proprio lucchetto e il proprio cartellino. Nessuno rimuove il lucchetto di un collega. Se un tecnico se ne è andato lasciando il blocco applicato, serve una procedura scritta di rimozione eccezionale: verifica che non sia in stabilimento, tentativo di contatto, autorizzazione del responsabile e avviso al tecnico prima del suo rientro.
Riportare la macchina in servizio senza chiudere formalmente l’intervento è il modo più rapido per perdere lo storico. Ogni LOTO dovrebbe lasciare traccia: chi, quando, su quali punti, per quanto tempo.
Casi particolari: squadre, turni, ditte esterne
Lavoro di squadra
Quando più tecnici lavorano sulla stessa macchina, ognuno deve essere protetto dal proprio lucchetto. La soluzione classica è la cassetta di blocco di gruppo: il responsabile isola la macchina, chiude le chiavi dei sezionatori nella cassetta e ogni tecnico applica il proprio lucchetto sulla cassetta. La macchina si riavvia solo quando l’ultimo ha tolto il suo.

Cambio turno
Il blocco non va mai interrotto. Il tecnico entrante applica il proprio lucchetto prima che l’uscente tolga il suo. Un passaggio di consegne scritto, con lo stato dell’intervento, evita che il turno successivo riparta da zero o, peggio, presuma che la macchina sia già scarica.
Ditte esterne
Manutentori esterni e personale interno devono conoscere le rispettive procedure. In Italia questo si lega agli obblighi di coordinamento previsti dal D.Lgs. 81/2008 per i lavori in appalto. In pratica: il fornitore riceve la procedura LOTO della macchina, usa lucchetti identificabili e partecipa al blocco di gruppo.
Macchine identiche, procedure diverse
L’INAIL sottolinea un punto che sfugge spesso: per impianti simili distribuiti in reparti diversi servono procedure che identifichino la macchina per tipo e posizione. Due linee gemelle possono avere sezionatori in punti diversi o un accumulatore in più. Una procedura unica “per tutte le presse” crea esattamente la confusione che il LOTO dovrebbe eliminare.
Gli errori che vediamo più spesso
- Usare lo stop del pannello come isolamento. Il comando di arresto agisce sul sistema di controllo, non separa l’energia.
- Lucchetti condivisi o chiavi doppie appese in bacheca. Se un’altra persona può aprire il tuo lucchetto, non è il tuo lucchetto.
- Saltare la verifica. Una valvola che perde o un sezionatore guasto si scoprono solo con la prova di avvio e la misura.
- Dimenticare la gravità. Uno stampo sollevato senza perno di sicurezza è energia accumulata.
- Procedure scritte una volta e mai riviste. La macchina cambia con le modifiche e l’usura. L’INAIL ricorda che la manutenzione correttiva è incerta: spesso i pericoli emergono solo a intervento iniziato. Per questo i manutentori vanno coinvolti nella valutazione dei rischi.
- Formazione solo in aula. La verifica annuale funziona quando l’ispettore guarda il tecnico applicare la procedura sulla macchina, non quando firma un registro.
I DPI fanno parte dello stesso processo: guanti dielettrici, occhiali, protezioni termiche. Per l’elenco completo per tipo di intervento, usa la nostra checklist DPI per la manutenzione.
Il nostro punto di vista: il LOTO funziona quando è dentro il ticket
Negli stabilimenti che seguiamo, la procedura LOTO raramente manca. Manca il collegamento tra la procedura e l’intervento reale. La procedura sta in un raccoglitore in ufficio tecnico, il ticket in un foglio Excel, il registro dei blocchi in un quaderno vicino al quadro. Quando qualcosa va storto, ricostruire chi ha bloccato cosa diventa un lavoro da investigatori.
Per questo pensiamo che la sicurezza in manutenzione si governi meglio partendo dalla macchina. Ogni macchinario ha la sua anagrafica e il suo QR code. Il tecnico scansiona il codice, apre il ticket e ha davanti lo storico degli interventi su quella macchina, non su una macchina simile. È lo stesso principio che l’INAIL indica per le procedure: identificare la macchina per tipo e posizione.

Il secondo punto è la tracciabilità. Un ticket chiuso con firma digitale ed esportabile in PDF documenta chi ha lavorato, quando e con quali DPI. Le statistiche su fermi macchina, MTBF e MTTR mostrano dove gli interventi si ripetono, cioè dove si applica più spesso il LOTO e dove la procedura va rivista per prima.
Infine, le persone. Le aziende che migliorano davvero sono quelle in cui il manutentore può segnalare in pochi secondi un pericolo scoperto durante il lavoro. Se aprire un ticket richiede dieci minuti, quella segnalazione non arriva.
— Ufficio
Come organizzarlo con Manutentya
Manutentya non sostituisce la tua procedura LOTO né il lucchetto sul sezionatore. Ti aiuta a collegarli agli interventi. Con il modulo Macchinari & QR Code ogni macchina ha la sua scheda e il suo codice da scansionare. Con i ticket di manutenzione ogni intervento resta tracciato dall’apertura alla chiusura. Il modulo DPI e sicurezza, a 19 € al mese, aggiunge la gestione dei dispositivi di protezione: nella guida alla gestione DPI nel CMMS con blocco pre-start trovi un caso d’uso concreto.
Il canone base parte da 69 € al mese, con utenti illimitati, più un costo per macchinario a scaglioni (10 € al mese ciascuno dal 1° al 10°, a scendere fino a 2 € dal 151° in poi). Puoi provare tutto gratis per 7 giorni, senza costi di attivazione. Scopri i prezzi e prova gratis 7 giorni →
Domande frequenti
La procedura LOTO è obbligatoria?
In Italia la sigla LOTO non compare nella legge, ma il D.Lgs. 81/2008 obbliga il datore di lavoro a garantire manutenzione sicura e a prevenire avviamenti imprevisti. L’INAIL indica il LOTO come misura tecnica di riferimento e la UNI EN ISO 14118:2018 ne dà la base tecnica. Negli Stati Uniti è invece regolato direttamente dallo standard OSHA 1910.147.
Qual è la differenza tra lockout e tagout?
Il lockout è il blocco fisico: un lucchetto impedisce di richiudere il sezionatore. Il tagout è il cartellino che segnala chi sta lavorando e vieta la manovra, ma non impedisce fisicamente il riavvio. Per questo il cartellino accompagna il lucchetto e non lo sostituisce, salvo casi in cui il blocco non è applicabile e si adottano misure aggiuntive.
Dove trovo un modello di procedura LOTO in PDF?
Un modello generico è un buon punto di partenza, ma la procedura deve essere specifica per ogni macchina, con i suoi punti di isolamento, le energie residue e la sequenza di verifica. Il documento INAIL sulla sicurezza nella manutenzione e la pubblicazione OSHA 3120, entrambi in PDF e citati nelle fonti, spiegano gli elementi da includere. Fai validare la versione finale dal tuo RSPP.
Ogni quanto va verificata la procedura LOTO?
Lo standard statunitense OSHA chiede un’ispezione di ogni procedura almeno una volta l’anno, con un confronto diretto con ciascun tecnico autorizzato. In Italia non c’è una cadenza fissata per legge per il LOTO, ma la revisione annuale è una buona pratica. La procedura va aggiornata anche dopo ogni modifica della macchina o un quasi incidente.
Fonti
- OSHA 3120, Control of Hazardous Energy (Lockout/Tagout)
- Wikipedia, Lockout/tagout
- Normattiva, D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81
- INAIL, La manutenzione per la sicurezza sul lavoro e la sicurezza nella manutenzione
- ISO 14118, prevenzione dell’avviamento inatteso
- OSHA 29 CFR 1910.147, The control of hazardous energy
- OSHA, interpretazione sull’ispezione annuale delle procedure
- SLAC ESH Manual, Chapter 51: Control of Hazardous Energy